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Il Cambiamento Climatico E le sue Sfide Per il Mercato Obbligazionario

10/09/2019

Il cambiamento climatico è una realtà con cui tutti noi dobbiamo fare i conti. Siamo infatti al tempo stesso vittime e responsabili dell’impatto ambientale. In quanto investitori convinti ed impegnati, siamo decisi a partecipare attivamente alla transizione energetica ed ecologica necessaria alla conservazione del nostro pianeta così come lo conosciamo. Per questo, vogliamo investire gli asset da noi gestiti nelle opportunità offerte da tale trasformazione, proteggendoli al tempo stesso dai rischi ad essa associati.

Il Cambiamento Climatico E le sue Sfide Per il Mercato Obbligazionario
  • Nel 2015, la temperatura media del pianeta è aumentata di circa + 1 °C rispetto alla media del XX secolo(1).
  • Dal 1960, la frequenza degli eventi climatici estremi si è moltiplicata per sette(2).
  • Questo fenomeno ha provocato più di 1,7 milioni di morti e 4,4 miliardi di feriti nel periodo 1998-2017.
  • Nello stesso periodo, l’impatto economico è stato superiore del + 251% ai 20 anni precedenti, per oltre 2.900 miliardi di dollari(3).

Oggi, il premio di rischio obbligazionario attribuisce scarsa o nessuna considerazione ai rischi climatici. Tale rischio ha caratteristiche diverse a seconda dei settori economici. Per il settore petrolifero, ad esempio, un rischio significativo è quello degli “stranded asset”. Uno studio di Carbon Tracker analizza in effetti gli investimenti in conto capitale di 72 società di esplorazione ed estrazione petrolifera, dimostrando che in un mondo allineato con la domanda di uno scenario di + 1,75°C , $1,6 trilioni di dollari di asset(4) potrebbero non essere sfruttati. Tale ipotesi distruggerebbe il valore di tali asset nei bilanci della aziende che li detengono.


Di fronte alla necessità di accelerare il finanziamento della transizione, abbiamo visto nascere il mercato dei “green bond”. Negli ultimi quattro anni, tale mercato è aumentato in modo esponenziale, a seguito della crescente adesione al concetto da parte degli emittenti industriali e finanziari. L’emissione di obbligazioni verdi è legata a progetti di investimento nelle energie rinnovabili, nel real estate a basso impatto ambientale o nel finanziamento di prestiti “verdi” attraverso le banche.


Non tutti i settori industriali hanno tuttavia effettuato emissioni in questo mercato. Quando l’attività principale richiede strutturalmente un grande consumo di energia fossile, l’accesso al mercato dei “green bond” è infatti più difficile. Ciò non significa però che tali settori debbano essere esclusi dalla transizione. Essi costituiscono infatti la pietra angolare di una rivoluzione energetica ed economica profonda ed efficace. In questi settori si annidano i protagonisti della transizione e noi cerchiamo di individuare le aziende che investono nella propria trasformazione, per finanziarle attraverso il mercato obbligazionario.


Questo grafico rappresenta le emissioni di diossido di carbonio emesse da un'azienda, per singola unità di produzione. Come potete vedere, gli investimenti successivi nelle nuove tecnologie e negli asset produttivi più sostenibili ne diminuiranno l’intensità e ne miglioreranno l’efficienza energetica. 


Grazie ai climatologi, sappiamo che abbiamo un budget massimo di emissioni di diossido di carbonio da non superare, se vogliamo che l'aumento della temperatura resti limitato a non più di due 2 gradi entro la fine del secolo. Grazie all’analisi dettagliata delle aziende siamo quindi in grado di valutare come la strategia di business e gli investimenti possano incidere sulla traiettoria futura.

(1) Rapporto AR5 del GIEC, 2014
(2) Database EM DAT
(3) https://www.unisdr.org/2016/iddr/IDDR2018_Economic%20Losses.pdf

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