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L'ONU ci invita a riflettere

07/12/2018

Sull'urgenza di agire per il clima e sulla necessità di un nuovo modello di crescita.

Il 5 settembre 2018, Il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha presentato l’ultimo rapporto della Commissione mondiale sull’economia e il clima, ricordando la necessità di agire con urgenza per l’ambiente e i vantaggi economici che potrebbero derivare da questo impegno.

Stiamo assistendo ad un movimento di transizione senza precedenti verso una “nuova economia climatica” eppure, di fronte alla realtà dell’urgenza, il ritmo di queste trasformazioni non appare abbastanza rapido. L’impegno nei confronti di un’economia “low carbon” cela infatti numerose opportunità e l’inazione presenta rischi i cui costi sono ora misurabili. “L’anno scorso, le catastrofi legate al clima hanno causato migliaia di morti e danni per 320 miliardi di dollari” ha ricordato il Segretario Generale dell’ONU.

Basandosi su stime definite prudenti, il rapporto afferma che un’azione ambiziosa in favore del clima potrebbe generare guadagni per 26.000 miliardi di dollari cumulati da qui al 2030, data limite fissata dagli Stati membri dell’ONU per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

L’attuazione di misure ambiziose nei principali settori dell’economia potrebbe: 

  • creare più di 65 milioni di posti di lavoro a bassa intensità di emissioni nel 2030.   
  • evitare ogni anno più di 700.000 morti premature causate dall’inquinamento dell’aria, da qui al 2030.   
  • garantire, attraverso una riforma delle sovvenzioni e delle tariffe legate alle emissioni di CO2, un gettito pubblico supplementare stimato a 2.800 miliardi di dollari l’anno nel 2030.

La Commissione raccomanda di concentrarsi su quattro temi, nel corso dei prossimi tre anni:

1 -  Accelerare gli sforzi sulla definizione di tariffe per le emissioni di CO2 e rendere obbligatoria la pubblicazione dei rischi finanziari legati al clima:

-  Raggiungere un prezzo delle emissioni di CO2 compreso fra almeno 40 e 80 US$ entro il 2020. Sopprimere progressivamente, entro il 2025, le sovvenzioni e agevolazioni fiscali sulle energie fossili e le attività agricole inquinanti.

-  Rendere obbligatoria la comunicazione sui rischi finanziari legati al clima, in conformità con le raccomandazioni della TCFD.

2 - Accelerare gli investimenti in infrastrutture sostenibili:

- Fare delle infrastrutture una categoria di attivi a sé stante.

- Obiettivo: investire almeno 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020.

3 - Mobilitare il settore privato e liberare l’innovazione:

-  Per tutte le aziende della classifica Fortune 500, definire obiettivi conformi all’Accordo di Parigi.

-  Investire capitali pari ad almeno altri 50 miliardi di dollari, per raccogliere le sfide del clima, andando oltre il settore dell’energia.

4 -  Costruire un approccio basato sui bisogni dei cittadini, che permetta un’equa ripartizione dei benefici economici e assicuri una transizione giusta:

-  Definire piani di transizione energetica con le aziende, i sindacati e la società civile, per una transizione giusta sia per i lavoratori che per le comunità.

-  Includere le donne nella trasformazione, per aumentare il PIL mondiale di 28.000 miliardi di dollari l’anno nel 2025. (McKinsey).

-  Mettere ulteriormente l’accento sulla resilienza e l’adeguamento dell’insieme delle politiche e delle iniziative.

 

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